La Via dell’Artista – Nona settimana

la via dell'artista

Recuperare la compassione:

Spesso ci siamo incolpati di essere pigri, ma avremo dovuto chiamare l’incapacità di cominciare: paura. Paura di fallire, paura di avere successo, soprattutto paura di venire abbandonati. Quest’ultima fonda le sue radici nell’infanzia, considerato che la maggior parte dei genitori non vedono di buon occhio la carriera artistica, contrastare apertamente i valori dei propri genitori crea una ferita che rimane a livello inconscio, così che ogni atto artistico viene collegato al rischio di separazione e di perdita delle persone amate. Per “giustificare” la propria ribellione si tende a credere di dover diventare grandi artisti, ma questo bisogno ostacola la possibilità di essere semplicemente artisti così come il bisogno di creare una grande opera d’arte rende difficile produrre qualsiasi tipo di arte. L’antidoto a tutto ciò è usare l’amore: usa l’amore per curare l’artista che è in te.

L’amore è strettamente connesso all’entusiasmo.
L’entusiasmo è un affidamento spirituale, un gesto d’amore verso il nostro processo creativo, un riconoscimento affettuoso della creatività che ci circonda, una fonte di energia in comunicazione con il flusso della vita stessa. È la gioia che alimenta il legame con l’artista bambino che è in noi. Il nostro artista bambino può essere attratto dal lavoro, se tratta il lavoro come un gioco.
Sfatiamo una volta per tutte il mito dell’artista maledetto: un artista produttivo è sempre un individuo felice.

Ecco perché dovremmo trattare tutte le possibili “inversioni ad U” della nostra creatività che potrebbero avvenire con estrema compassione. Una carriera artistica è sempre fondata sui fallimenti creativi: il trucco è sopravvivere.
Queste inversioni ad U nascono poi sempre dalla famigerata paura.
Una tattica che si può attuare quando sentiamo che stiamo per fare un’inversione ad U nel nostro percorso creativo è quella di: chiedere aiuto.
L’Io vorrebbe sempre rivendicare l’autosufficienza ed è incline ad atteggiarsi a creativo solitario piuttosto che chiedere l’aiuto di qualcuno, ma chiedere aiuto è il primo modo perché l’aiuto magicamente arrivi.

Per poter lavorare bene su qualsiasi progetto, dobbiamo essere liberi da risentimenti e resistenze, è necessario che qualsiasi barriera sotterranea sia portata alla luce prima che il lavoro proceda. I blocchi non si nascondono, sono identificabili con atteggiamenti di difesa contro ciò che viene percepito, a torto o ragione, ostile.
Perciò cominciando ogni nuovo progetto è una buona idea porre al proprio artista alcune semplici domande, per aiutarci a rimuovere i nostri blocchi:
– elenca qualsiasi forma di risentimento o rabbia che hai in relazione al tuo progetto. Non importa quanto meschini, sconvenienti irrazionali siano. Sono sentimenti e se non presi in considerazione lacerano l’artista bambino che è in noi.
– chiedi al tuo artista di elencare tutte le paure di qualsiasi specie siano sul progetto e qualsiasi timore ad esso correlato. Anche in questo caso non importa che ti sembrino paure stupide o irrazionali, perché per il tuo artista bambino sono terrificanti!
– chiediti se hai tralasciato qualche paura o risentimento
-chiediti quale tornaconto ti aspetti dal non fare questo determinato lavoro creativo
-Stringi un patto: il patto è: “d’accordo, Forza Creativa, tu tu fai carico della qualità e io della quantità” Firmalo e appendilo.

 

Compiti:

  • FINALMENTE: LEGGI LE TUE PAGINE DEL MATTINO! Puoi utilizzare due evidenziatori colorati, uno per sottolineare le intuizioni, l’altro per le azioni che vanno intraprese.
    Non giudicare MAI le tue pagine, anche se sono dolorose o noiose. Prova a chiederti: di chi hai continuato a lamentarti? che cosa hai continuato a rimandare? che cosa hai felicemente concesso a te stessa di cambiare o accettare? Riconosci che le pagine ti hanno dato la possibilità di sfogarti senza autodistruggerti, di progettare senza interferenze, di lamentarti senza pubblico, di sognare senza restrizioni, di conoscere la tua mente.
  • Immagina nel dettaglio la situazione futura, dopo aver ottenuto l’obiettivo a cui sei arrivata settimana scorsa. Concediti abbastanza tempo per curare nei minimi dettagli gli aspetti più belli e quelli che renderebbero l’esperienza davvero splendida. Usa il presente indicativo: Io sono_________
    In questo modo descrivi te stessa all’apice dei tuoi poteri.
    Leggi la descrizione ad alta voce ogni giorno e appuntala nel luogo in cui lavori. Raccogli foto recenti di te stessa e combinalecon immagini di riviste e giornali per realizzare un collage della scena ideale che hai precedentemente descritto. Ricorda che vedere è credere e la descrizione pittorica del tuo vero IO può renderla molto più reale!
  • Individua il tuo obiettivo creativo dell’anno, del mese, della settimana.
  • Inversioni ad U: Racconta una volta in cui hai fatto marcia indietro nella tua vita, nella tua carriera, in un progetto. Raccontane altre tre. Ora racconta quella che più ti strazia…
  • Perdona te stessa per tutti i fallimenti, per quegli istanti in cui i nervi hanno ceduto, per i ritardi e per la mancanza di iniziativa. Metti a punto una lista di affermazioni che ti aiuti ad affrontare meglio il futuro.
    Con grande tenerezza valuta la possibilità di recuperare e soccorrere una delle tue creature “abortite”, abbandonate o distrutte.
    Ricorda che non sei sola e che tutti hanno fatto almeno una volta (ma sicuramente molte di più) un’inversione a U creativa.
    Scegli una delle tue e salvala.
  • Scegli un totem per il tuo artista, potrebbe essere una bambola, un pupazzo, una statuetta. Qualsiasi cosa verso cui provi una tenerezza protettiva. Dagli un posto d’onore e onoralo restando fedele alla tua artista bambina.

Verifica

Il penultimo giorno della settimana fatti queste domande, con onestà, dolcezza e senza giudizio:

1: Quante giorni hai scritto le pagine del mattino? Leggendo delle tue inversioni creative, ti sei concessa un passo verso la compassione, almeno su carta?

2: Hai rispettato l’appuntamento con l’artista? Ti sei divertita? cosa hai fatto?

3: Ci sono stati altri eventi in questa settimana che consideri significativi per il tuo recupero? Descrivili.

4: Hai vissuto qualche sincronicità durante la settimana che ritieni significativa per il tuo recupero?

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